Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b

Creatività alla spina

Birra e crowdfunding cosa hanno in comune? Intervista agli amici di Doppiobaffo

Fantastici precedenti

Parlare di crowdfunding non vuol dire esclusivamente strizzare l’occhio a progetti legati all’arte, alla tecnologia, alla musica. Si può innovare anche nel settore alimentare, si può parlare di “finanziamento dal basso” anche quando l’argomento è la birra. Sulla nostra piattaforma, così come su altre realtà, diverse sono state le iniziative volte a valorizzare un settore in continua crescita. Pensiamo a Facciamo la birra, il progetto del birrificio artigianale pugliese Federico II, sostenuto e finanziato nel maggio scorso.

All’estero si ricordano, fra tutti, Age it Yourself, un kit per trasformare qualsiasi alcolico (birra compresa) in una versione oak aged, affinata cioè in legno. O, ancorra, Beer Blizzard un contenitore conico con un supporto in termoplastica capace di raffreddare lattine e bottiglie. Come non pensare a Synek, lo spillatore da tavolo capace di mantenere la bevanda alla giusta pressione e temperatura?



Altro giro, altro progetto

Oggi parliamo del progetto Birrificio Doppiobaffo, un microbirrificio che, con l’Associazione Cascina delle Idee, desidera iniziare un processo di fattibilità per lo studio, la ricerca e la messa in produzione delle materie prime autoctone che occorrono per realizzare una birra a Km0 del Parco Agricolo Sud Milano. Per scoprire qualcosa in più su un progetto che è partito benissimo, abbiamo fatto un’intervista a Mario Gioiosa, Resp. Comunicazione e Ufficio Stampa della Cascina delle Idee.

Da quanto tempo conosci il Birrificio Doppiobaffo e cosa vi lega?

Abbiamo conosciuto il microbirrificio Doppiobaffo nello scorso mese di febbraio in occasione della riunione organizzata proprio per discutere il progetto di un evento espositivo atto a valorizzare la propria realtà produttiva a Km0 nella città di Pieve Emanuele in provincia di Milano. Mauro Ceci e Yeshe Minini, del birrificio, ci hanno raccontato della loro realtà produttiva che utilizza materie prime a Km0 e ci hanno invitati ad assistere alla loro presentazione presso il punto vendita Eataly di Milano.

Il fatto di essere distribuiti dalla famosa catena di alimenti e bevande di comprovata filiera corta e a Km0 ci ha spronati a seguirli in maniera più assidua ed interessata. Proprio durante l’incontro espositivo è nata l’idea di andare oltre il limite del Km0 e di coltivare semi e piante di tipo autoctono del Parco Agricolo Sud Milano. Un’idea che in quel momento sembrava un sogno. Occorreva cercare dei fondi da investire per sviluppare e proseguire questo sogno. A fine giornata ci salutiamo e torniamo a casa con questo tarlo che continuava a vagare nella testa. La Cascina delle Idee, con Mina Verde, Marco Calzolari, Paolo Albizzati, Raffaella Sporchia, Angela Carchio e Mario Gioiosa, ha deciso di studiare una modalità possibile per trovare i fondi necessari ad avviare il motore di questa idea “Autoctona”.

Qual è la situazione del mercato della birra in Italia?

Proprio nei giorni scorsi sono stati pubblicati i risultati di una indagine della Coldiretti Lombardia che evidenziano un notevole interesse dei consumatori nei riguardi della birra e in particolare della birra artigianale. Solo nella Regione Lombardia un cittadino su due beve birra durante l’anno. Il 40% della popolazione lombarda beve birra abitualmente. Infatti la Coldiretti ritiene che l’aumento delle coltivazioni di orzo denota la costante crescita di interesse e la nascita di nuove realtà produttive di birra artigianale. Da questi risultato viene fuori uno stato florido e in continua crescita del mercato della birra.

Quali eccellenze territoriali avete valorizzato in passato?

L’Associazione Cascina delle Idee ha circa undici mesi di attività. Durante questi mesi abbiamo conosciuto (e lo stiamo ancora facendo) il territorio e i suoi attori principali del settore agroalimentare. Attraverso la nostra azione di promozione e valorizzazione stiamo dando visibilità e abbiamo iniziato un percorso di interazione con diverse realtà dell’eccellenza locale. Un percorso fatto di incontri per conquistare la fiducia e convincere che il Parco Agricolo Sud Milano è una risorsa notevole e va salvaguardato e valorizzato. I nostri mezzi sono la comunicazione tra le realtà produttive e il “degustatore” finale dei loro eccellenti prodotti di nicchia.

Perché la scelta del crowdfunding? Quali sono le prime sensazioni?

La scelta del crowdfunding è stata pensata e valutata per dar pace a quel tarlo che continuava a girare per le nostre teste di realizzare uno studio che potesse portare un valore aggiunto alla qualità del nostro territorio e dei suoi prodotti. Non ci sembrava facile trovare investitori tradizionali pronti a spendersi per un’idea quasi utopica come quella di selezionare e ricercare semi autoctoni Lombardi. A questo punto abbiamo considerato l’opportunità di chiedere un sostegno economico a tutti i cittadini sensibili all’idea e all’ambiente che li circonda attivando un progetto di crowdfunding. Non ci restava che scegliere una piattaforma adatta alle nostre esigenze e con un numero di progetti affini al nostro obiettivo. Abbiamo deciso di affidarci alla piattaforma www.eppela.com perché ci è parsa subito quella più vicina ai nostri valori e bisogni. Abbiamo avuto un facile approccio con la stesura del progetto, facilitati molto dall’ausilio di un operatore sempre attento e disponibile ad ogni nostra domanda.

Per questi motivi non posso che esprimere sensazioni positive.

Ci sono altre realtà del territorio che potrebbero scegliere il crowdfunding? Quali?

Ci sono diverse realtà sul territorio del Parco Agricolo Sud Milano incuriosite dal nostro progetto di crowdfunding. Molti ci stanno osservando, altri sono scettici, altri ancora ci stanno aiutando a raggiungere l’obiettivo.

Tra le realtà possibili ci sono aziende che hanno intenzione di rendere sempre più green le proprie aziende agricole con l’acquisto di materiali eco-compatibili e l’utilizzo sempre maggiore di bio-energia o di tipo alternativa. Altre realtà sentono il bisogno di recuperare angoli storici delle proprie cascine per dare possibilità ai propri cittadini di poter fruire di spazi all’aperto in tutta sicurezza. Sono diverse, come dicevo, le idee e le proposte che potranno scaturire nel prossimo futuro dalla collaborazione della nostra associazione con il territorio.

Elenca tre motivi per i quali il progetto merita di essere sostenuto.

Il primo perché è un progetto utile a tutti e al territorio ma che nessuno mai si sognerà di finanziare in proprio e quindi è giusto che tutti diano un contributo concreto.

Il secondo motivo è legato strettamente alla qualità di una bevanda, come la birra, molto amata e consumata durante tutto l’arco dell’anno. Il vantaggio di avere la qualità di un prodotto artigianale con l’aggiunta della certezza che le materie prime saranno a km0 e autoctone.

Il terzo motivo è quello di voler dar seguito a un sogno che potrà dar vita ad un percorso più ampio rispetto alla progettazione di un marchio di verifica prodotti autoctoni.

Condividi questo articolo