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L'Equity, questo sconosciuto

L'appello di Paolo Anselmo:"Incentivare l'equity crowdfunding, che è ancora troppo poco conosciuto"

Nuovo studio Consob: c'è "ignoranza" sull'equity crowdfunding

A fine agosto è stato pubblicato il Position paper “L’equity-crowdfunding – Analisi sintetica della normativa e aspetti operativi”, primo paper prodotto dal gruppo di lavoro sulla finanza innovativa costituito nel 2015 da Consob insieme al Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Esperti Contabili (CNDCEC).

Obiettivo dichiarato è proprio quello, fondamentale per lo sviluppo del Paese, per la digitalizzazione dei servizi e industria 4.0, di rendere comprensibili gli strumenti di finanza innovativa, attraverso attività di studio e di education del settore (equity crowdfunding, minibond, cambiali finanziarie, ecc.).

L'ignoranza delle famiglie italiane sul tema

In Italia il crowdfunding è ancora poco conosciuto e anzi, spesso, guardato con diffidenza: il 26% degli italiani dichiara di aver sentito parlare di crowdfunding e solo il 19% degli intervistati si dichiara disponibile ad investire anche solo una piccola somma nell'equity crowdfunding, principalmente per la paura di incorrere in truffe informatiche. Il web è infatti ancora percepito come un canale poco sicuro per veicolare i propri investimenti.

Questi numeri si sommano a uno studio risalente al 2015 secondo cui il 65% della popolazione utilizza internet e solo il 30% si definisce un utilizzatore esperto al più generalizzato grado di “analfabetismo finanziario”, oggi insostenibile in un Paese come l'Italia.

Un invito da seguire

"Bisognerebbe anche cercare di incentivare gli investimenti, soprattutto quelli in equity, per arrivare ad avere un volume d’affari che possa davvero generare un circolo virtuoso nel Paese" dichiara Paolo Anselmo, Presidente IBAN – Italian Business Angels Network.

Se lo da un lato Stato deve aumentare i co-investimenti con i fondi privati (per esempio i fondi pensione, le casse di previdenza, le assicurazioni e i private banker), dall’altro deve agevolare il più possibile i privati a destinare risorse alle startup. E tra questi ci sono anche le persone che potrebbero contribuire attraverso il crowdfunding, e nello specifico l’equity crowdfunding, e quindi favorire lo sviluppo delle startup e delle PMI innovative attraverso regole e modalità di finanziamento in grado di sfruttare i movimenti “dal basso” e le potenzialità di internet.

Fonte: Agenda Digitale


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