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L'Europa frena

In calo prestiti all'impresa. M&G Investments: stimolare fintech e crowdfunding

In Italia e in Europa l' accesso al credito per imprese e famiglie fatica a ripartire

L' ultimo rapporto dell' Abi, l' associazione delle banche italiane, parla di un -0,3% annuo nell' agosto scorso per lo stock di finanziamenti esistenti, anche se in miglioramento dal -0,6% di luglio. I segnali di rimbalzo si vedono invece sul fronte dei mutui alle famiglie che sono in risalita (+1,8% a luglio sul 2015).
Le piccole e medie imprese, sebbene siano emersi segnali di miglioramento dell' offerta di credito, si trovano ancora su di una strada in salita. Lo evidenzia un recente report di M&G Investments che ha ripercorso gli ultimi tre anni del credito alle aziende in tutta Europa. Dallo studio emerge che il divario di finanziamenti tra i Paesi "core" e le periferie in Europa, a tre anni dall' introduzione di operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate, "quantitative easing", tassi di deposito negativi, si è gradualmente ridotto rispetto al 2015.

Tuttavia nonostante una ripresa progressiva del credito alle aziende, i livelli di finanziamento sono ancora bassi e nel corso del 2016 si è visto un regresso.

Emerge la scelta di metodi alternativi

«L' efficacia del meccanismo di trasmissione è di importanza cruciale per agevolare l' accesso delle Pmi ai finanziamenti ed è quindi incoraggiante che alcune istituzioni dell' Ue ultimamente abbiano intensificato gli sforzi per affrontare questo problema» scrive Ana Gil, Investment Specialist di M&G Investments.
Secondo l' esperta, per migliorare l'allocazione dei finanziamenti, l'innovazione finanziaria è la benvenuta e la promozione di misure che stimolano la crescita delle imprese sarà essenziale per l'apertura di fonti di finanziamento alternative (ad esempio, private equity, capitale di rischio e mercati wholesale). I settori FinTech e Crowdfunding in rapida espansione sono esempi importanti delle nuove forme di prestiti alle Pmi .
Il progresso da questo punto porterà dei vantaggi: non solo con la rottura della pesante dipendenza dalle banche ma anche in termini di rafforzamento delle piccole e medie imprese, affinché possano reggere meglio di fronte alle crisi economiche future.

I dati che fotografano la situazione

Guardando ai dati, emerge che dal 2015 il volume dei prestiti bancari alle piccole e medie imprese in Europa (misurato dai nuovi prestiti alle aziende di importo inferiore a 1 milione di euro) mostra una tendenza al rialzo.
La ripresa dell'offerta di credito è stata particolarmente vigorosa in Spagna, dove l' attività di prestito annua è cresciuta del 7,1% nel 2014 e del 12,4% nel 2015.
In Italia, il dato è rimasto sotto al livello del 5 per cento per poi tornare in terreno negativo nel corso di questi primi mesi del 2016.
Spostando l'attenzione sui prestiti bancari alle imprese di dimensioni maggiori (rappresentati dai crediti di importo superiore a 1 milione di euro), un'analisi più approfondita rivela che l' attività di prestito è stata meno intensa rispetto a quella relativa alle operazioni di minore entità.

Un 2016 non troppo roseo

Nel complesso, la ripresa della domanda non si è pienamente concretizzata fino al 2015 e da allora c' è stato un nuovo crollo nel 2016.
Questo, secondo M&G Investments, forse si può spiegare con la recente decisione della Bce di ampliare il programma di acquisti di asset includendo il debito societario privato; le aziende di dimensioni maggiori, che hanno accesso ai mercati finanziari internazionali, hanno colto al volo l'opportunità di rimpiazzare i più costosi prestiti bancari con l' emissione di obbligazioni a tassi d' interesse storicamente bassi.

Fonte La Stampa

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