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Perché Crowdemand è il futuro

L’iniziativa di Infinty mette al centro della scena lo spettatore

C’è un esordio per tutti

È partita il 15 settembre la call Infinity Crowdemand, l’iniziativa che dà la possibilità a tutti gli appassionati di webserie, cortometraggi, documentari e film d’animazione di proporre la propria idea, ottenere il cofinanziamento di Infinity e, perché no, ambire a vedere il proprio lavoro sul canale del Gruppo Mediaset.

Per molti può sembrare un’utopia, fare carriera in una professione normale può essere arduo ma non impossibile, soddisfare le proprie ambizioni nel ramo entertainment è agli occhi di tutti assolutamente proibitivo. Con Crowdemand c’è una possibilità in più, d’altronde se sono riusciti a fare carriera celebri registi che hanno fatto la storia del cinema senza il crowdfunding, perché non puoi riuscirci tu?

Pensa, solo per un attimo, a esordi celebri della storia del cinema: Bernardo Bertolucci iniziò a soli 16 anni con una 16mm regalatagli dallo zio, Brian De Palma autodidatta, realizzò molti film a costo zero con una Bolex 16mm di seconda mano, Leonardo Pieraccioni iniziò a girare i suoi primi corti nel 1993, si narra che con un suo amico si divertiva a girare in maniera del tutto amatoriale 3 “films” a settimana.

Come dimenticare, poi, il padre di The Truman Show Peter Wair, che iniziò la sua carriera girando per la televisione vari documentari e cortometraggi? Per non parlare di Stanley Kubrick: i genitori investirono denaro su di lui, che fu, forse, il primo filmmaker produttore indipendente.

Dal film alla web serie: scelta diffusa

Indagando sul mondo dell’entertainment, un articolo di onstageweb sottolinea il passaggio di molti registi di successo dalla produzione cinematografica a quella di serie tv o web serie: Saghe, remake, sequel, prequel e chi più ne ha più ne metta. Tra i grandi registi hollywoodiani, e non solo, c’è chi inizia a sentirsi soffocato da un’arte che diventa sempre più seriale, nel senso più negativo del termine. E così sempre più autori hanno pensato di trovare rifugio nella televisione. «Oggi la tv è molto meglio del cinema», afferma Friedkin. «È più profonda, più complessa ed è per adulti. La maggior parte dei film ha perso la capacità di creare discussione. Le serie tv invece fanno riflettere e creano dibattito». La migrazione dei maggiori talenti cinematografici verso il piccolo schermo è cominciata tempo fa ma nei prossimi mesi raggiungerà livelli mai visti prima. Tanti nomi, alcuni impronosticabili, sono pronti a cimentarsi con un’industria davvero in fermento. Tante motivazioni diverse: dalla voglia di provare qualcosa di nuovo all’opportunità di sperimentazione che oggi la tv è in grado di offrire fino alla possibilità di sviluppare un tema o un personaggio nel corso del tempo.”

Solo per citare un nome altisonante, Woody Allen ha sottoscritto un accordo con Amazon per la produzione di una serie tv che partirà nei prossimi mesi. Martin Scorsese non si fermerà alla produzione della prima puntata di Boardwalk Empire, è prevista una serie tv in collaborazione con Mick Jagger Rock’N’Roll Project, sulla scena musicale id New York alla fine degli anni Settanta. Infine, ecco Paolo Sorrentino regista premio Oscar pronto a cimentarsi con la sua prima prova televisiva. A ottobre inizierà The Young Pope, serie da otto episodi dalla durata di 50 minuti.

Quindi… perché non provarci?

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