La nuova rivoluzione

Dal possesso, allo scambio di beni, sino alla loro condivisione: il mondo cambia

Sharing economy e crowdfunding

Sempre più spesso si parla di sharing economy e sempre più di frequente si associa questa al crowdfunding. Oltre al nostro articolo dove si parlava di sharing creativity, diversi contributi provenienti dal web negli ultimi mesi trattano il tema della condivisione di beni e servizi, criticandone e/o apprezzando il modo in cui questa è applicata. Antonio Granelli, in un recente articolo parla di “sfida del valore condiviso e trappole della sharing economy”. In articolo su CheFuturo! Davide Pellegrini cita la teoria del Dono di Marcel Mauss e il ritorno all’affermazione delle comunità fisiche paventato dal sociologo Davide Bennato. Su L’Espresso la sharing economy diviene sharing city: intesa come valorizzazione e proliferare di spazi accessibili, luoghi per il coworking e nuove forme di solidarietà.

Un impegno “condivisibile”

È interessante lo spunto dell’autore dell’articolo Emanuele Coen, che rende chiaro il concetto ricorrendo alla parola di lingua coreana “jeong”, la quale indica il legame affettivo tra individuo e società. In altre parole, un cittadino che non dedica il proprio impegno alla comunità di cui fa parte, è considerato poco altruista. Lo stesso articolo riporta numerosi esempi di città, più o meno grandi, che hanno fatto della condivisione una virtù, un’opportunità per sviluppare servizi. Da Seul a Medellìn, da Bologna a Torino, passando per Milano. Milano? Sì, proprio il capoluogo lombardo, che ha iniziato il suo percorso di “condivisione” con Eppela, grazie al crowdfunding civico.

Prospettive future

E allora che inizino le critiche, le congetture, le discussioni sulla bontà o meno della sharing economy, un mondo che si sviluppa prevalentemente sul web. C’è chi non si arrende alla fisicità e ne fa un baluardo di civiltà, come Riccardo Staglianò nel libro Al posto tuo, che vede nell’egemonia delle macchine e della rete (in un certo senso anche della sharing economy) una minaccia al lavoro umano e al benessere delle generazioni future. Chi, al contrario, prendendo atto di una rivoluzione che appare inarrestabile, e comunque ricca di potenzialità, fa una stima economica dello sviluppo della sharing economy: secondo il Sole24Ore il giro di affari di 3,5 miliardi di euro del 2015, tra 10 anni potrebbe superare i 25 miliardi. Che vi piaccia o meno, tutti questi sono numeri e spunti di riflessione da… condividere.

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