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Mi racconti una favola?

L’evoluzione dello storytelling: pubblicità, politica e crowdfunding

C’era una volta un’idea

Così potremmo iniziare a parlare di storytelling: un percorso emozionale, nato dall’esigenza di comunicare con i propri clienti/sostenitori con un preciso filone narrativo, con la manifestazione di una problematica iniziale, la risoluzione e la fine della storia. Questa è la definizione che ho maturato nel corso degli anni e che trova positive conferme in un’intervista rilasciata qualche anno fa dall'esperto Andrea Fontana: “Lo storytelling non è il raccontare solo storie o aneddoti, ma la creazione di rappresentazioni (testuali, visive, sonore, percettive) che un brand, un prodotto o un servizio, una persona possono realizzare per emozionare e relazionarsi meglio con un pubblico….è la creazione di un universo narrativo da parte di un autore (marca, prodotto, o persona) che invita altri (clienti, consumatori, stakeholders) a partecipare a un destino”.

Nel 2006, parlare di storytelling significava incrociare sguardi spaesati di persone a cui sembrava si parlasse di fisica quantistica. Dal 2009 in poi, con l’avvento dei social, raccontare storie è diventata un’esigenza diffusa, così come è diventato importante creare contenuti di qualità.

Dal marketing alla politica…

Questa scienza, che tale può essere definita oggi, ha invaso ogni campo della sfera pubblica e privata: dai racconti pubblicitari del Mulino Bianco, fino agli aneddoti dei politici che si sono alternati sulla scena italiana negli ultimi vent’anni. Come riporta un articolo di qualche tempo fa su Panorama, in politica lo storytelling richiede riconoscimento e risonanza. Matteo Renzi, qualche anno fa si è espresso così: “La prima misura economica da adottare? Cambiare lo storytelling dell’Italia e incidere sulla narrazione”. Non si differenzia, se non nelle parole utilizzate, Barack Obama: “Il mio lavoro non è solo fare scelte giuste, ma raccontare una storia che dia agli americani un senso di ottimismo e unità nei tempi difficili”. Quando la politica incontra lo storytelling, viene subito da essere diffidenti, come lo è stato l’autore francese Salomon Christian secondo il quale “lo storytelling incolla sulla realtà racconti artificiali”. Il crowdfunding dissipa ogni dubbio: la storia cambia.

…ultima tappa crowdfunding

Il “finanziamento dal basso” fa dello storytelling un elemento imprescindibile, raccontare ai propri sostenitori un’idea, il progetto che si vuole realizzare e coinvolgerli dal punto di vista emotivo e dell’interesse è fondamentale. Per questo le indicazioni su come realizzare un video di successo, non mancano nella nostra guida ai progetti: tutto inizia da lì. La differenza con lo Storytelling tradizionale è però uno: ogni racconto non inizia da un prodotto ma del sé, dall’individuo che, attraverso il racconto stesso, crea una rete di relazioni. Come dimostrato da Andrea Smorti in Il sé come testo. Costruzione delle storie e sviluppo della persona, il soggetto e tutte le persone che gravitano nella sua orbita, sono autori del testo del Sé, scritto e implementato di giorno in giorno. Ognuno può scrivere la storia del proprio successo grazie al crowdfunding!

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