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Vuoi entrare nella storia?

Con Sostieni San Paolo, a cura di Unicoop Firenze, basta poco per lasciare il segno

Ripetiamo il miracolo

All’incirca un anno fa, all’inizio dell’estate, volge al termine “Abbraccia il Battistero” una raccolta fondi per il restauro del Battistero di Firenze. Un anno fa, grazie al contributo di quidicimila toscani, e non solo, la città ha potuto riabbracciare nuovamente un gioiello di architettura che il mondo ci invidia. A distanza di un anno, l’intuizione felice di Unicoop Firenze non vuole restare un caso isolato. In Toscana, precisamente a Pisa, c’è una chiesa dal fascino indiscutibile che ha bisogno di lavori di restauro: San Paolo a Ripa d’Arno. La sfida è sicuramente difficile ma non proibitiva, la cooperativa toscana ha un’ulteriore freccia nel proprio arco: il crowdfunding.

L’impegno di Unicoop Firenze

Per scoprire di più sull’iniziativa, abbiamo posto qualche domanda a Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze.


Dopo il successo di "Abbraccia il Battistero", quale sono le aspettative per questa nuova iniziativa?

"Le aspettative sono quelle di confermare il successo dell’iniziativa “Abbraccia il Battistero”, pensiamo ad una serie di eventi da proporre nel corso degli anni tali da creare una rete fatta di persone, associazioni, istituzioni che siano in grado di essere soggetti attivi rispetto al patrimonio artistico del nostro paese."


Come è nata l'idea di "Sostieni San Paolo"?

"Il successo dell’iniziativa “Abbraccia il Battistero” ha portato il Vescovo di Pisa a chiedere a Unicoop Firenze di ripetere, con le stesse modalità partecipative, l’intervento sulla chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno. Naturalmente Unicoop Firenze ha risposto con entusiasmo e quindi siamo pronti a questa bellissima nuova esperienza."


Perché la scelta del crowdfunding?

"Pisa e Firenze sono due fra le città più conosciute nel mondo. Il restauro di San Paolo è un restauro che finirà per restituire alla città una delle chiese più belle, crediamo che questa può essere un’occasione per consentire a tutti di essere parte di questo restauro, di sentirsi cittadini attivi. Potremmo affermare che non è importante dove viviamo è importante ciò che siamo."


Qual è la comunità (pubblico di riferimento), a suo avviso, più interessata all'iniziativa?

"Le modalità partecipative sono tante, così come sono tanti i modi per partecipare sia online che offline. I contributi richiesti vanno da un minimo di 5 euro ad un massimo che non prevede limiti, ci rivolgiamo sono tutti coloro che hanno a cuore i beni artistici delle nostre città."


Provi a convincere le persone a "sostenere San Paolo".

"Sul sito puoi trovare un breve rappresentazione della chiesa di San Paolo, da li puoi vedere la bellezza di questa chiesa. Purtroppo viviamo in un periodo in cui le istituzioni non riescono a far fronte a tutte le necessità. Da qui l’idea che anche tu possa fare la tua parte, questa possa essere l’occasione per promuovere una nuova forma di mecenatismo, un mecenatismo popolare che trasformi le persone in cittadini “attivi” e non consumatori. Partecipare, con un piccolo contributo, al restauro e alla riapertura di un monumento ti renderà parte della comunità in cui vivi. Considerala quindi come una opportunità per riprenderci le nostre città."

San Paolo: molto più di una chiesa

L’intervista rispecchia esattamente il cuore del crowdfunding, o almeno, una consistente parte di esso. Perché si parla tanto di mecenatismo moderno, di valorizzazione di spazi e opere condivise, di una cultura economica che, soprattutto in Italia, miri alla conservazione dei propri beni artistici, perché siano da traino per la ripresa economica nel settore turistico.

Tutto vero, così come sono vere e allettanti le ricompense proposte: vedere il proprio nome comparire all’interno del registro della chiesa, a peritura memoria, non è roba da poco; così come è affascinante la prospettiva di scoprire gli angoli più affascinanti di Pisa, prima di degustare (magari all’ombra della Torra Pendente) una selezione di prodotti tipici toscani, in una vineria “Made in Pisa”. Per non palare della possibilità di ottenere come ricompensa una foto artistica ed esclusiva del “Duomo Vecchio” (sarà qualcosa di unico e inimitabile).

Il punto è anche un altro: quanti volti, incontri, leggende sono legate alla chiesa di San Paolo? Quanti pisani vedono in questo edificio un pezzo della propria vita o legano a esso ricordi indelebili? Il crowdfunding è anche questo: l’impresa di raggiungere il traguardo unita a un aspetto più irrazionale, emotivo, quasi sentimentale. Perché, che tu sia pisano o meno, riportare questa chiesa agli antichi fasti non può che donare a tutti una gioia immensa.


Vai al progetto Sostieni San Paolo

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