Quando l'arte cambia tutto!

Il Giardino di Cino come un museo di arte a cielo aperto si racconta a noi!

16 lug 2021
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Il Giardino di Cino è un esempio di collaborazione tra pubblico e privato nella cura e gestione condivisa di un bene comune. Il fine è quello di promuovere la partecipazione, rigenerare e valorizzare al meglio gli spazi pubblici, contribuire al benessere e allo sviluppo del territorio.

Divenuto luogo simbolo della città di Pistoia, oggi è punto di riferimento per artisti e street artist di fama internazionale, il Giardino di Cino non si è arreso neanche durante il lock down, momento in cui ha subito diversi atti vandalici che sono ora il simbolo della sua rinascita e ripartenza.

Quando nasce il Giardino di Cino e per quale esigenza?

Da sempre Spichisi, la nostra associazione nata a Pistoia nel 2013, si dedica alla riscoperta di luoghi dimenticati o poco conosciuti promuovendo iniziative artistiche e culturali, operando in sinergia con la comunità e numerose realtà di varia natura presenti sul territorio. Dopo diverse esperienze di breve durata, ci siamo affezionati in particolar modo ad una porzione di centro storico pistoiese, Vicolo dei Bacchettoni e Piazzetta Sant’Atto, con una storia legata alla musica e alla cultura underground ma da anni totalmente abbandonata all’incuria e alla microcriminalità. Allora abbiamo cominciato a sognare e ad immaginare che un giorno quell’angolo nascosto e evitato potesse diventare un luogo vivo e partecipato, dove invitare artisti a lavorare e a creare opere pensate appositamente per quello spazio, dove organizzare concerti, spettacoli, letture, proiezioni, dove poter sostare immersi nel verde, incontrarsi, godersi la piazza. Dopo molto lavoro e dialogo sul territorio, siamo arrivati alla firma di un patto di collaborazione con il Comune di Pistoia per la cura e gestione condivisa di quello spazio, abbiamo coinvolto cittadini, associazioni e soggetti pubblici e privati di varia natura e l’11 luglio 2018 abbiamo inaugurato Il Giardino di Cino. L’esigenza forte era quella di dare vita a un luogo che tornasse a vibrare di un fermento culturale che aveva decenni fa e che allo stesso tempo diventasse un posto che fino a quel momento non c’era, aperto alle suggestioni delle nuove forme e pratiche artistiche contemporanee. Il forte desiderio che ci ha spinto è stato quello di realizzare una galleria d’arte a cielo aperto, dove poter portare opere e artisti da tutto il mondo, in un processo di reciproco scambio con la cittadinanza, portando l’arte fuori dai musei. E non solo, un luogo d’arte che fosse anche un giardino urbano, un pocket park, luogo di incontro e ritrovo quotidiano.

Da un atto vandalico a un progetto artistico: come nasce Art changes everything?

Art changes everything” è la frase che abbiamo scritto all’ingresso del Giardino di Cino ed è anche la nostra continua ispirazione, il motore che ci muove, il potere dell’arte di trasformare ogni cosa. Dopo i prolungati periodi di lockdown abbiamo trovato queste scritte e disegni sui muri. Un nostro amico che si occupa di immagine e visual comunicativo con il suo Tands Sensitive Office, con il quale collaboriamo da sempre, ci ha dato l’idea per prendere quelle scritte e trasformarle in piccole opere, dar loro un nuovo senso e valore, addirittura farle diventare una risorsa per la rinascita del Giardino.

Se aveste davanti i ragazzi che hanno realizzato i graffiti vandalici, cosa vorreste dirgli?

Speriamo che gli autori dei graffiti si accorgano della nostra operazione e si facciano avanti così potremmo dire loro “Guarda che cosa possono diventare quelle faccine che avete disegnato senza pensare!”. Noi ci immaginiamo che sia un artista misterioso alla Banksy che abbiamo chiamato CHE SAD, come una delle scritte che ci ha lasciato come una firma, sotto una faccina dal sorriso enigmatico che è diventata simbolo della nostra campagna di raccolta fondi.

In altre occasioni siamo riusciti ad avere a che fare con ragazzi che in qualche modo avevano deturpato il Giardino di Cino e la strada percorsa è sempre stata quella del dialogo e della ricerca di un confronto costruttivo. Molto spesso, in maniera anche inaspettata, ne è uscita fuori una crescita sia per noi che per loro. Non può essere altrimenti perché alla base del nostro progetto di rigenerazione c’è la ferma convinzione che non si possa portare avanti un processo del genere senza tener conto delle esigenze di chi ha già abitato e abita un luogo e dei segni che ha lasciato. Una stratificazione che ha il potere di trasformare, distruggere e rigenerare. Una danza che abbiamo sempre cercato di seguire senza interrompere.

Perchè avete visto nel crowdfunding uno strumento utile al vostro progetto?

Abbiamo scelto il crowdfunding proprio per il ruolo fondamentale che riveste la comunità per il progetto. Crediamo fortemente che partecipazione e responsabilità individuale siano fattori determinanti per il successo di progetti del genere e, dopo più di un mese di campagna, con più di 160 sostenitori, abbiamo avuto la conferma che il crowdfunding sia stato lo strumento giusto per riattivare sia noi che la cittadinanza.

È il mese delle ripartenze, quali sono i vostri progetti futuri, cosa dobbiamo aspettarci?

Con le nuove sedute e le nuove piante non solo migliorerà la vivibilità del Giardino nel quotidiano ma avremo modo anche di organizzare eventi fruibili nelle migliori condizioni e, soprattutto, in piena sicurezza.

Le sedute e i piani d’appoggio progettati per il Giardino dai bravissimi architetti e amici dello studio Ecòl, infatti, sono modulari e modulabili sia per adattarsi di volta in volta alle varie misure di distanziamento imposte dal covid sia per farsi piattaforma trasformabile a seconda delle iniziative ospitate. 

A settembre il Giardino di Cino sarà l’ultima tappa del nostro cinema all’aperto itinerante ed ospiterà la mostra fotografica del reportage realizzato durante le varie tappe della manifestazione.

Riprenderemo senz’altro la nostra collaborazione con UAPC-Un altro parco in città, iniziativa che trasforma il centro storico in un giardino, alla quale partecipiamo fin dalla sua prima edizione adesso con Il Giardino di Cino e prima organizzando singoli eventi in luoghi della città ancora da scoprire o da guardare con occhi nuovi.

Nelle settimane successive contiamo di definire la nostra terza residenza d’artista. Abbiamo poi in cantiere un nuovo progetto più ampio, la creazione di una sorta di “fuori museo”, sul quale stiamo ancora lavorando. Invitiamo chiunque sia interessato a seguirci sui nostri canali social per tutti gli aggiornamenti.

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