L'importanza dei cognomi nell'identità delle persone

“La pioggia dei cognomi”, il progetto editoriale che forma uomini e donne liberi da stereotipi di genere.

18 mar 2021
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Risale al 2016 la decisione della Corte Costituzionale che afferma “il diritto del figlio ad essere identificato, sin dalla nascita, attraverso l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori”.

L’obiettivo è uno solo: la piena ed effettiva realizzazione del diritto all'identità personale con il riconoscimento del paritario rilievo di entrambe le figure genitoriali nel processo di costruzione di tale identità.

Da un’idea di Manuela Magalhães, professoressa ed esperta in progetti linguistici ed interculturali nell’ambito educativo, e Susanna Schivo, l'avvocata che ha ottenuto dalla Corte costituzionale la sentenza n. 286/2016, nasce La pioggia dei cognomi, un progetto editoriale rivoluzionario che contribuirà alla formazione di uomini e donne liberi da stereotipi di genere.

Ma lasciamo la parola a loro, le nostre tenaci e caparbie progettiste.

La vostra è una missione importante. Vi va di raccontarci qualcosa di più della storia del progetto e del contesto in cui nasce?

Pensiamo che ciascuno di noi abbia un'importante missione da compiere nella comunità di cui fa parte: con il contributo di ciascuno si possono raggiungere grandi risultati collettivi.

La nostra "battaglia" nasce insieme alla maternità ed alla consapevolezza del nostro ruolo nella vita dei nostri figli.

Entrambe le provenienze genitoriali devono secondo noi essere valorizzate in un’ottica di interscambio culturale.

Il messaggio che vogliamo trasmettere ha a che fare con il rispetto delle differenze all'interno della famiglia e con l’arricchimento reciproco attraverso la diversità insita nella nostra interculturalità. 

Il progetto nasce spontaneamente dal desiderio di fornire uno strumento divertente di lavoro e di gioco a coloro che si adoperano a vario titolo per la formazione di uomini e donne libere da stereotipi.

Ci raccontate qualcosa di più sulla trama de La pioggia dei cognomi?

Tutto succede l’8 novembre 2016, giorno della decisione della Corte costituzionale, quando una forte "pioggia", in una normale giornata di sole, si abbatte sulle persone, creando scompiglio: alcuni aprono l'ombrello per difendere le proprie certezze, altri guardano in alto fiduciosi per ciò che sta accadendo, bambine e bambini accolgono con curiosità questo strano evento atmosferico e interagiscono con esso in modo sorprendente.

Le prime ad abbattersi sulle persone, con la nostra voglia di cambiamento, sono la lettera "S" e la lettera "M", cioè le iniziali dei nostri nomi, che "cadono" contemporaneamente addosso ad una bambina che sta facendo colazione, perchè spesso le donne sono le prime ad intuire nuovi percorsi da esplorare, e ad un bambino che cammina verso la scuola. 
Si tratta di lettere animate che portano un messaggio di equità, rispetto delle diversità e di parità all'interno della società.

Vorremmo sapere qualcosa di più su di voi. Come vi siete conosciute e quando è nata la vostra collaborazione?

Il caso ci ha fatto incontrare e riconoscere nella condivisione di comuni valori ed obiettivi.

Manuela: nel 2006, quando ho conosciuto a Genova il mio futuro marito, ho conosciuto Susanna. È stata subito un'intesa. Abbiamo passato tante esperienze insieme che ci hanno unito molto. Quando mi sono sposata in Italia nel 2007, ho scoperto che non avrei potuto dare il cognome della mia famiglia ai miei figli, e questo mi ha fatto riflettere sulla necessità di far riconoscere tale diritto anche nel nostro Ordinamento.

Susanna: Desideravo dare anche il mio cognome a mio figlio e ho approfondito la relativa normativa del nostro ordinamento che lo impediva, utilizzando la mia professionalità per ottenerne il cambiamento. Il caso del figlio di Manuela era perfetto ed affrontare con una persona come lei, impegnata nell'ambito educativo e interculturale, questa "battaglia" è stato molto stimolante, quasi un completamento.

Qual è il vero scopo scopo del libro e quali feedback vorreste ricevere dai lettori, più o meno giovani?

Vorremmo suscitare nei lettori delle riflessioni sui temi sottesi al libro e favorire un cambio culturale.

Perché la scelta del crowdfunding? Cosa ne pensate dello strumento?

Abbiamo scelto il crowdfounding soprattutto per le potenzialità come campagna di comunicazione, dal momento che il nostro progetto editoriale ha lo scopo di fare conoscere alle persone l'opportunità del doppio cognome e stimolare una riflessione sull'importanza della relativa scelta come ottima base di partenza per un equilibrio dei ruoli all'interno di una famiglia.

Una piattaforma web accessibile a tutti permette di "arrivare" facilmente ovunque a chi, come noi, non è molto inserito nel mondo dell'editoria e si occupa anche di altro.

La raccolta fondi è poi anche un buon mezzo per coinvolgere e fare sentire chi fa l'offerta, come in effetti è, una persona che contribuisce alla diffusione di un progetto ben più ampio che ha a che fare con la pari dignità ed il rispetto delle persone.

E' una cosa molto diversa dal comprare un libro in libreria e corrisponde senza dubbio allo spirito con cui abbiamo iniziato a concretizzare questo progetto.

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