Gioca il Grande Slam dell'Inclusione

Scendiamo in campo per realizzare il primo centro di tennis in carrozzina del Comasco!

29 gen 2021
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Lo sport unisce, lo sport aiuta a crescere fisicamente e psicologicamente, lo sport fa bene.

Questo lo sappiamo. E lo sanno ancora meglio persone come Renato Gaiotti presidente della Società Sportiva Dilettantistica Tennis Sporting Insubria che da decenni è impegnato nella promozione e realizzazione di attività sportive nel mondo del tennis per persone in carrozzina.

Avere una disabilità spesso porta gli individui che ne soffrono ad isolarsi, ad allontanare situazioni che possano metterle in gioco, a volte per scelta personale, ma spesso per mancanza di stimoli dati dal territorio. Nel nostro Paese le persone disabili sono oltre 3 milioni, di queste solo l'8,5% secondo i dati Instat praticano attività sportive. E pensare che stando sempre ai numeri, il 75% delle persone disabili che praticano dichiarano di aver ricevuto profondi benefici e miglioramenti dal punto di vista fisico e mentale portando avanti un'attività. 

Promuovere lo sport è segno di civiltà, di inclusione e un passo avanti verso l'abbattimento di barriere che forse potrebbero non esserci, se fossimo disposti a scendere in campo. Qui la storia di chi in campo ci è sceso da tempo e adesso vuole restarci. #IORESTOINCAMPO

Come è nata l'idea di aprire un centro di tennis in carrozzina a Bregnano?

“Nasce dall’esperienza nel mondo del tennis in carrozzina iniziata nel 1999 e ancora attiva oggi. Dopo tante esperienze sul campo è arrivato il momento di sviluppare un vero e proprio centro tecnico per promuovere questo sport e sviluppare maggiori competenze attraverso stage ed incontri con altri gruppi italiani ed esteri che svolgono la stessa attività con passione e professionalità”.

Quale impatto si propone di avere sul territorio e qual è stata la risposta degli enti locali a riguardo?

“L’obiettivo che ci proponiamo è quello di scuotere le persone ad agire. Spesso le persone con disabilità cercano di isolarsi e noi vogliamo essere un punto di ripartenza attraverso lo sport. Gli enti locali hanno accolto con entusiasmo la nostra iniziativa, caldeggiandola. Il tempo delle “pacche sulle spalle” è finito ed abbiamo bisogno di gesti concreti, stiamo cercando di farci conoscere per stimolare le coscienze all’impegno”.

Il tennis nel nostro Paese sta vivendo un momento di grande espansione grazie ai giovani campioni italiani: lo stesso vale per il Wheelchair Tennis?

“Chiaramente siamo su due mondi totalmente diversi, sia per numero di praticanti che per campioni. Sono però convinto che iniziative come la nostra potranno moltiplicarsi nel nostro Paese e forse tra qualche anno potremmo vantare anche noi dei campioni di fama mondiale”.

Perché avete scelto di sviluppare parte del progetto attraverso il crowdfunding e quali sono i punti di forza della vostra campagna?

“La scelta del crowdfunding credo sia la formula perfetta per cercare di raccogliere dei fondi per il nostro progetto sociale. In questo momento storico cercare degli sponsor è molto difficile anche perché gli enti pubblici non hanno fondi la ricerca ed un mutuo bancario per un progetto sociale è una strada praticamente impossibile. Abbiamo quindi scelto forme di raccolta fondi che si basano sulla voglia delle persone di sostenere il progetto anche investendo piccole, ma importanti risorse economiche. Il nostro punto di forza è la forza travolgente del passaparola che da porta a porta sta contribuendo a piccoli passi a dare forma al nostro sogno a favore di un mondo migliore per la disabilità”. 

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