Delacroix ci presenta Kimiko Chan

Le letali avventure della studentessa giapponese Kimiko Chan ti lasceranno senza fiato.

16 ott 2020
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Ne conosciamo tanti di progettisti, tantissimi, migliaia! 

Li abbiamo conosciuti e ascoltati tutti, uno a uno.

Per questo, quando passano gli anni e tornano a trovarci con un nuovo progetto, non solo siamo orgogliosi del lavoro svolto, ma entusiasti di vederli crescere con noi.


E’ il caso di Delacroix veterano progettista arrivato alla sua quarta campagna con noi, il segreto dei suoi traguardi? 

Scopritelo nella nostra intervista: news sul suo nuovo fumetto, tips su come realizzare una campagna di successo e tanti disegni.. letali!

Per chi ancora non lo sapesse, come nasce Kimiko Chan?

Kimiko-chan nasce praticamente per caso. L'anno scorso (intorno a questo periodo, quindi buon primo compleanno Kimiko-chan, tra le altre cose) disegnai, per riscaldare la mano, una studentessa giapponese. La disegnai una seconda, una terza volta e via dicendo sono nate le prime vignette in cui mi piaceva contrapporre l'aspetto innocente di una studentessa di liceo con azioni orribili e criminali (tra cui vendere le proprie compagne a trafficanti d'organi, riempire piscine scolastiche con degli squali e cose così).

L'idea piacque subito ai miei affezionati lettori e ho deciso di crearne una serie di vignette seriali prima e un fumetto che strizza l'occhio ai manga adesso, aggiungendo tutto un mondo intorno alla protagonista blu.

I richiami alla cultura pop e ai manga giapponesi sono chiari, ma c'è qualche personaggio o riferimento che ti ha ispirato di più e perchè?

Mi hanno ispirato molto le serie scolastiche e di slice of life con umorismo demenziale e random giapponesi, come Nichijou del maestro Keiichi Arawi, o "Il pene del senpai" del maestro Youichi Abe e tante altre serie che non sto qui ad elencare, aggiungendo però elementi gore e horror molto ispirati dai capolavori di Junji ito passando poi a riferimenti occidentali e parodie di film d'azione e horror. 

Però questi riferimenti sono molto leggeri, non sono assolutamente invasivi.

Sei alla tua quarta campagna con eppela, ne siamo lusingati, come mai hai optato per la nostra piattaforma e perchè la consiglieresti?

Non sono una persona legata alle cose italiane, o meglio, mi spiego: non scelgo a prescindere un servizio solo perché italiano. 

Nel caso di Eppela però posso tranquillamente parlare di eccellenza italiana che non ha niente da invidiare ai corrispettivi esteri internazionali (anzi, avrebbe da insegnare). 

La piattaforma è stabile e sicura, assolutamente user-friendly, lo staff gentile, disponibile e professionalissimo, una presenza costante sui social e il servizio eccellente nel complesso. 

Quindi posso tranquillamente dire che scelgo Eppela perchè è una realtà italiana che merita e a chi sta valutando di creare una campagna di crowdfunding posso garantire che con Eppela resterà soddisfatto al 100%.

I punti di forza del tuo progetto e qualche suggerimento per chi vuole finanziare dal basso la propria opera editoriale.

Nel caso specifico di questo progetto penso che uno dei punti forti sia l'eccentricità della protagonista e il fatto che potenzialmente nessuno dei sostenitori sappia davvero cosa troverà dentro il fumetto, perché sono stato molto attento a non far trapelare nulla se non qualche sporadico indizio.

Prima di lanciare una campagna crowdfunding solitamente impiego un annetto circa a cercare di far fidelizzare gente al progetto. La fidelizzazione è molto importante, ne va praticamente della buona riuscita. Dopo di che ci vuole una presenza costante sui social cercando però di non asfissiare i followers (e non è facile) e soprattutto senza implorare la loro partecipazione. E soprattutto: dovete essere i primi a credere nel vostro progetto.

Kimiko Chan vuole rilasciare qualche dichiarazione o saluto per la nostra intervista?

Ho chiesto. Questa è stata la sua risposta: "..."

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