Cambio vita, cambio casa!

Dal centro Milano al cuore del Cilento, la storia di Pierpaolo e Massimo che hanno scelto di essere felici.

08 lug 2020
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La vita cittadina può offrire molti benefici e opportunità.
Ma a che prezzo?

La vita metropolitana è un fenomeno complesso e, oggi più che mai, sentiamo parlare dei danni che può comportare per il benessere psicofisico delle persone.

Pierpalo e Massimo, due ragazzi di Milano incastrati in una routine fatta di uffici, smog, mezzi pubblici affollati e poco tempo libero, hanno deciso di rompere lo schema: hanno deciso di fuggire in campagna!

Dopo mesi di ricerca, hanno trovato la loro casa ideale: il Podere Cafasso a Capaccio Paestum, alle porte del Cilento.
Un grande rudere del ’50, con un terreno agricolo, in mezzo alle coltivazioni di granturco e alle casette del borgo.

Un fascino incredibile, amore a prima vista!

Lasciamo a Pierpaolo la parola, per raccontarci il loro colpo di fulmine e questa storia di coraggio.

Da Milano a Capaccio Paestum, un bel cambiamento! Come immaginate la vostra vita futura e cosa vi ha spinto a prendere questa decisione?

È stata una decisione che non era affatto nei nostri programmi.
Max vive ancora a Milano, io (Paolo) ci ho vissuto per molti anni, e pensavamo che solo la città potesse offrire un futuro lavorativo in un periodo storico così precario. Siamo abituati a pensare che i servizi, gli uffici, la movida si possano trovare solo nelle grandi città, e soprattutto che siano esigenze eterne. Invece ci siamo resi conto che il gioco non valeva più la candela, che la città è fantastica ma anche molto stressante, e che i bisogni dell’anima, il bisogno di stare a contatto con la natura e avere dei ritmi più lievi, stavano superando tutto il resto. 

Il nostro obiettivo è quello di cambiare totalmente le nostre vite. Dedicarci alla natura, all’accoglienza di persone che vogliono fuggire per un piccolo periodo dalla città, e offrire loro un’esperienza di vita in campagna.

Come vi siete imbattuti nel Podere Cafasso e come è scoccato l’amore?

Io sono nato a Paestum e ho sempre amato la mia terra. Max, invece, per un caso fortuito, è arrivato qui per motivi di lavoro e ha scoperto questo paesino incredibile, tra mare e montagna, ricco di vegetazione. Il suo amore è nato soprattutto quando ha scoperto il sito archeologico, con i suoi templi e le mura greco-romane, ed è così che ha iniziato a pensare a una possibile proprietà da acquistare proprio qui. 

Siamo dunque partiti alla ricerca di un rudere, e lo abbiamo trovato proprio in uno dei borghi di campagna in cui mia madre ha trascorso l’infanzia, e che conserva molti ricordi della mia famiglia. Abbiamo visitato questa tenuta abbandonata da anni e abbiamo capito che era il luogo ideale per ricominciare da zero.

In che modo il Covid-19 ha interferito con lo svolgimento dei lavori?

Prima di pensare a quella specifica tenuta, abbiamo ovviamente fatto due conti, perché includeva un capanno da abbattere, mentre il casale principale, quello storico, è da restaurare completamente, quindi il tutto avrebbe richiesto una spesa molto importante. Per questo motivo abbiamo prima procacciato degli investitori interessati al nostro progetto, e li abbiamo trovati. 

Eravamo felicissimi e pronti ai lavori. Purtroppo, proprio un mese dopo l’acquisto, è arrivato il Covid-19, che ha spaventato i mercati e messo in pausa tanti investimenti, soprattutto nell’ambito del turismo, che è il settore più colpito. 

I nostri investitori ci hanno perciò avvisati che al momento non sarebbe stato possibile procedere con i lavori di restauro, e io e Max siamo rimasti con questa bellissima tenuta ma senza più sapere come ridarle il suo antico splendore. 

Eppure non ci siamo persi d’animo, e durante il periodo della quarantena abbiamo lavorato noi due soli ai progetti ambientali che avevamo previsto per la tenuta, utilizzando le ultime risorse economiche rimaste.

Perché la scelta del crowdfunding per un progetto come il Podere Cafasso? In che modo la community potrà diventare parte del vostro sogno?

La scelta del crowdfunding era una delle opzioni pensate per far fronte ai problemi sorti con il Covid-19. 

Sarebbe fantastico se potesse diventare la soluzione per queste nostre difficoltà, ma per adesso speriamo che possa aiutarci almeno a iniziare i lavori, nell’attesa che la situazione generale torni alla normalità. 

Siamo molto fortunati, in questi anni abbiamo avvicinato una piccola e forte community di persone che ci seguono e vivono assieme a noi le difficoltà dei nostri tempi, magari l’esigenza di cambiare vita e non trovarne il coraggio. 

Queste persone ci stanno sostenendo moltissimo, e le ringraziamo per l’aiuto che ci stanno dando. 

Noi vorremmo avvicinare anche tutte le persone che sentono di avere lo stesso sogno, persone che amano l’ambiente, gli animali, le escursioni, le tradizioni di una volta, e una vita più a misura d’uomo. 

Vorremmo coinvolgere e ripagare questa community costruendo insieme il Podere Cafasso, per un luogo che possa ospitare chi vorrà venire a trovarci, visitare il Cilento, trascorrere qualche giorno immergendosi nelle nostre attività di giardinaggio e agricoltura. 

Sogniamo che i nostri ospiti possano rilassarsi in giardino e guardare le stelle sdraiati su un telo, o raccogliere i fichi assieme a noi, o ancora imparare a seminare o moltiplicare le piante che adorano. È questo che vogliamo.

La vostra è un’impresa coraggiosa che stimiamo molto. Volete lanciare un urlo di incitamento a tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto?

La vita è troppo breve per non darsi l’opportunità di essere autenticamente felici, o di inseguire le proprie passioni o inclinazioni. 

La società, i nostri genitori, i media, ci spingono verso scelte razionali e spesso ci fanno dimenticare che non siamo solo uno stipendio, un ruolo, una routine, ma siamo fatti anche e soprattutto di emozioni, e sono quelle che ci danno il carburante per andare avanti, per sentirci soddisfatti e orgogliosi di noi stessi. 

Perciò a volte le scelte migliori per il benessere sono anche quelle più difficili, o complicate, oppure ostacolate, ma sono anche quelle che ripagano i nostri sforzi. 

Non smettiamo mai di chiederci cosa vogliamo davvero da noi stessi, dal nostro futuro, dai bambini che eravamo e che avevano già dei sogni nel cassetto.

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