Covid e bambini: una ricerca per una scuola sicura.

La Fondazione di Andrologia Pediatrica e dell'Adolescenza promuove visite e test effettuando una ricerca sui piccoli per tornare a scuola in sicurezza. 

08 giu 2020
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Come è nata la Fondazione di Andrologia pediatrica e dell’Adolescenza e qual è la sua mission?

La Fondazione, ente senza fini di lucro, ha lo scopo, attraverso ricerche ed iniziative, di diffondere la cultura della prevenzione dei disturbi psicofisici del maschio adulto intervenendo fin dall’infanzia e dall’adolescenza. Si occupa quindi dei giovani maschi da 0 a 18 anni e delle loro famiglie. 

Sostiene l’attività del Centro di Andrologia Pediatrica e dell’Adolescenza diretto dal dott Mario Mancini, primo e unico in Italia, nato molti anni fa in Ospedale San Paolo a Milano, all’interno della Clinica Pediatrica diretta dal dott. Giuseppe Banderali

La mission è riconoscere precocemente e curare le patologie di crescita e metaboliche che coinvolgono dal 35 al 70% dei giovani maschi da 0 a 18 anni, ma che vengono scoperte solo nell’adulto, cioè molto in ritardo. 

Tra gli altri scopi ricordiamo la promozione del benessere della coppia con campagne di comunicazione rivolte alle famiglie.

La promozione di eventi di screening andrologico nelle scuole medie inferiori e superiori con educazione al corretto stile di vita.

La realizzazione di ricerche sullo sviluppo fisico del maschio per ridurre infertilità, disturbi sessuali, infezioni genitali, obesità e diabete, ritardi puberali, complicanze di malattie genetiche. 

Lo sviluppo di ricerche in neuroscienze per identificare le relazioni tra ormoni e cervello maschile per ridurre l’incidenza di ritardi di maturazione, femminicidi, bullismo, abbandoni scolastici, scontri generazionali, perdita dell’autostima maschile. 

Infine sostenere con borse di studio ricercatori che lavorino nel campo delle scienze andrologiche

Il progetto Scuola Sicura fa parte di una rete di iniziative più ampia che la Fondazione porta avanti, che legame vedete oggi tra salute ed educazione, soprattutto in momento come questo?

La Fondazione ha attivato numerosi progetti volti a diffondere il concetto di prevenzione nei bambini e negli adolescenti maschi, che non fanno prevenzione. La Fondazione, in collaborazione con l’unità di Andrologia Pediatrica e dell’Adolescenza dell’Ospedale San Paolo di Milano sta seguendo progetti di prevenzione nelle scuole, recupero di soggetti con problemi si sovrappeso e obesità, diagnosi precoce di patologie come il varicocele e i testicoli ritenuti responsabili di infertilità, controllo di malattie genetiche maschili come la sindrome di Klinefelter. Gli andrologi endocrinologi laddove sono presenti, in scuole, consultori, ospedali, centri sportivi, diffondono la cultura della prevenzione maschile per garantire al maschio una crescita più sana, consapevole dell’importanza dell’apparato genitale, di uno sviluppo equilibrato e di un piacevole rapporto di coppia. 

Un giovane maschio sano favorisce la nascita di una coppia sana, attenta alla salute, alla corretta alimentazione, al movimento. La prevenzione è un concetto di coppia e di famiglia e ne sostiene la serenità e la stabilità. Un giovane maschio non attento al suo corpo sarà un marito e padre meno attento. La prevenzione dalle infezioni è uno dei cardini della prevenzione. E’ importante sapere come stare vicini, come accarezzarsi, come baciarsi, come vivere in famiglia ed in coppia pensando sempre alla salute di chi ci sta accanto. Rischiare la propria salute significa mettere a rischio quella dei nostri casi sia fisica che mentale. Un bambino che si ammala è un grande stress per il genitore. 

Oggi investiamo poco in prevenzione e molto in cura delle malattie. Dobbiamo partire dalla prevenzione e quella del giovane maschio è quasi assente nel panorama sanitario.

Come avete affrontato il periodo del lockdown, avete avuto dei piccoli pazienti colpiti dal virus?

Le aree pediatriche dedicate alla cura dei bambini e degli adolescenti sono state poco colpite dall'epidemia. Pochi sono stati i casi gravi ricoverati, molti sono stati in osservazione con pochi sintomi. I casi più impegnativi hanno lasciato gravi conseguenze psicologiche nella famiglia e nella psicologia del giovane costretto alla quarantena o addirittura a cure molto invasive. La paura di uscire ha minato la gioia dei giovani di stare insieme. Tutto ciò seguendo il sospetto che il giovane sia un untore, spesso inconsapevole di essere malato, che si aggira in gruppo senza protezione. Nessuna ricerca però supporta con certezza questa ipotesi.

Perché avete deciso di lanciare una raccolta fondi online e perché è importante sostenerla?

I bambini di tutte le età sembrano vulnerabili all’infezione, ma manifestazioni gravi si sono verificate solo nel 6% di questi. Il 94% dei giovani fino a 18 anni che hanno manifestato l’infezione ha avuto pochi sintomi, assimilabili a una comune malattia respiratoria. La percentuale di adulti con sintomi gravi è stata di 3 volte superiore. 

E’ ormai certo che il comportamento del virus è stato diverso in adulti e giovani. 

Questi dati hanno generato due ipotesi: la prima che molti bambini  abbiano contratto la malattia con scarsi disturbi ma siano stati una fonte di contagio per i propri familiari che si sono ammalati anche in modo grave; la seconda che i bambini siano più refrattari all’infezione e solo i più deboli siano stati colpiti dal virus portato in casa dagli adulti. 

Alcuni dati orientano per la seconda ipotesi e cioè che pochi bambini siano stati infettati e che i giovani non abbiano trasmesso la malattia. Ciò può essere verificato misurando gli anticorpi in un gruppo di bambini e adolescenti provenienti da famiglie con adulti malati. In oltre il 90% degli adulti malati si trovano anticorpi anti COVID19. Quanti bambini che hanno vissuto con genitori malati si sono ammalati realmente e hanno sviluppato anticorpi ?

Scoprire se i giovani sono stati refrattari al virus permetterebbe di riaprire le scuole con serenità e ridurre i rischi che un blocco della socializzazione e del movimento rappresentano per una equilibrata crescita psico-fisica. 

Una campagna online paradossalmente rappresenta un’occasione unica, in un momento di isolamento, per cancellare l’isolamento e tornare ad una vita sociale. 

La raccolta fondi servirà per acquistare i test sierologici utili in un momento in cui le risorse sono state spese in modo massiccio per l’assistenza dei malati gravi e la protezione del personale.

La campagna sarà l’opera più importante per il nostro futuro: la prevenzione dalle ricadute.

Con essa potremo finalmente sensibilizzare anche i giovani a condurre una vita più sana.

Una raccomandazione ai genitori che temono per la salute dei loro figli in questo momento.

Come è stato riportato pochi bambini si ammalano gravemente. Eppure molti potrebbero diventare insicuri o ipocondriaci. E’ importante sfumare il concetto che il semplice contatto sia una fonte di infezione per un soggetto giovane ed in salute. Ogni giorno veniamo a contatto con milioni di virus e batteri e non ci ammaliamo perché il sistema immunitario ci difende. Vivere in una ampolla di plastica protetta dall’esterno non ci renderà più sani ma al contrario più vulnerabili e ridurrà la capacità del sistema immunitario. Sono importanti sia il distanziamento che gli accorgimenti di protezione e di igiene per i soggetti con sintomi perché non trasmettano un’infezione. Ciò è sempre esistito nella storia dell’infettivologia. Non è necessario che tutti i soggetti sani si sterilizzino. Il concetto di rimanere tutti isolati perché anche chi è sano è fonte di contagio è un errore che va contro la scienza. Durante la pandemia è comunque stato necessario per proteggerci da un virus poco conosciuto. Adesso, la paura che le strade siano piene di portatori sani di infezione deve essere rapidamente scacciata. Ciò sarà possibile solo con uno studio degli anticorpi che dimostrerà quanti sono realmente venuti a contatto con il virus. Tale informazione sarà ancora più utile nei giovani che sono portati a riunirsi e a vivere in gruppo. Solo chi avrà un tipo di anticorpo che denota un malattia recente potrà essere indagato meglio. E’ nostra speranza e convinzione che pochi giovani abbiano sviluppato anticorpi. In tal caso potranno tornare a riunirsi e occupare di nuovo i banchi scolastici liberi e sereni, riappropriandosi della loro vita sociale e le famiglie potranno riprendere una vita equilibrata sicure di non accogliere in casa un untore.

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