100 artisti per il Dipartimento della Protezione Civile

Un progetto artistico a scopo benefico per aiutare il settore sanitario colpito dall’epidemia

20 mag 2020
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Mattia, Paola, Francesca, Sara, Michele, Samantha e Elena, un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti da angolo del Paese, uniti sotto il nome di Collettivo Fine.

Da loro l’idea di creare un magazine, Fine Zine, per mettere in gioco la propria creatività al servizio della sanità italiana che oggi si trova a combattere in prima linea la battaglia contro il Covid-19.
Un progetto artistico per un prodotto editoriale unico, ideato da 7 ragazzi ma che è stato sposato e vede come protagonisti ben 100 artisti: fotografi, pittori, illustratori, scultori.
La vendita della rivista avverrà proprio qua, su Eppela, attraverso una campagna di crowdfunding studiata fin nei minimi dettagli. Il ricavato verrà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile, affinché possa essere utilizzato per l’acquisto di materiale sanitario per gli operatori e per attrezzatura medica per la cura di pazienti affetti da Covid-19.
Ma lasciamo che siano gli ideatori a raccontarcelo….

Come nasce l’idea di Fine Zine?

Fine Zine nasce nel pieno dell’emergenza Covid-19 dalla voglia di sette ragazze e ragazzi di mettersi in gioco, di aiutare e dimostrare che la creatività non si ferma, anzi, può aiutare.

L’idea prende forma nei primi giorni di lockdown. Sentivamo il bisogno di contribuire, oltre rimanendo in casa, ad un’emergenza che stava mettendo in ginocchio la sanità pubblica.

Cosa rende il progetto speciale?

L’unicità del progetto consiste nella sua capacità di unire le persone.
Difatti Fine nasce dalla convinzione che l’arte possa creare un collegamento tra persone fisicamente distanti tra loro. Inizialmente il progetto ha avuto origine da un ristretto gruppo di ragazzi e ragazze, per poi ampliarsi ed includere nuovi membri nel suo team, e riuscendo attraverso alla "Call for Artists" a smuovere e coinvolgere poco più di 100 artisti.

Cos’è e cosa vuole trasmettere Fine Zine?

Fine nasce dall’esigenza di aiutare, dall'idea e la voglia di dare un contribuito concreto al settore maggiormente colpito, quello sanitario, servendosi del crowdfunding. Fine è un progetto artistico a scopo benefico, nato dall’idea che l’arte possa offrire il suo contributo.

Fine è un magazine che porta ai suoi fruitori/donatori un auspicio che proietta positività, una speranza di un futuro più roseo.

Come siete riusciti a coinvolgere così tanti artisti?

Crediamo che il coinvolgimento di così tanti artisti sia una meravigliosa conseguenza del nostro bando di partecipazione, che ha concesso agli artisti una vasta libertà.

Infatti ci siamo impegnati per abbattere molti dei limiti che solitamente caratterizzano i bandi di partecipazione, optando per una partecipazione libera e priva di vincoli. Dunque nessun vincolo d’età, nessuna tematica precisa a cui fare riferimento, ma al contrario un'apertura totale verso ogni forma d'arte.
Inoltre crediamo che il coinvolgimento derivi anche dall'aver dedicato un piccolo spazio sulle nostre pagine social ad ogni lavoro artistico ricevuto, dando importanza e rilevanza ad ogni artista partecipante, a ogni persona che ha voluto contribuire alla crescita di questo progetto.

Vi va di parlare di alcuni degli artisti che aderiscono al progetto?

Gli artisti che hanno aderito sono veramente moltissimi, molti di più di quelli che ci aspettavamo, proponendo espressioni artistiche che spaziano dalla fotografia alla pittura, dalla scultura al collage e molte altre discipline.

Nella prima edizione di Fine sono stati selezionati 25 artisti, tra cui Marcello Galvani, fotografo di noto nome nella fotografia contemporanea con una visione personale intima di ciò che lo circonda.
Fine cercherà anche di sensibilizzare sulla violenza sulle donne, tema che in questi giorni di lockdown ha registrato una drammatica escalation di casi, con la giovane artista Martina Taddeucci.
Vengono affrontati anche sentimenti e percezioni di questi giorni cupi, espressi dalle artiste Martina Roberts e Salgaja in personali opere di illustrazione.
Siamo felicissimi ed orgogliosi di tutti e 100 gli artisti che partecipano e vorremmo parlare di tutti loro, uno per uno, ma non volgiamo spoilerare. Vogliamo che tutti voi possiate conoscerli direttamente dalle loro opere.

Quale sarà il futuro di Fine?

Fine Zine non intende fermarsi!
C'è sempre bisogno di aiuto e Fine vuole continuare ad aiutare.
Se la prima uscita con i primi 25 artisti andrà a sostenere l'acquisto di materiale medico tramite il Dipartimento della Protezione Civile, le prossime uscite con gli altri artisti, andranno a concentrarsi su uno specifico ospedale, che avrà bisogno di aiuto, e successivamente affiancare un prestigioso Gruppo Imprenditoriale Italiano che si è fatto promotore verso il Dipartimento di attivare una raccolta fondi da destinare alle famiglie degli operatori sanitari deceduti, nello svolgimento della propria attività, per effetto del Coronavirus.

Vi va di fare un appello alla community?

Fine Zine vive grazie all’appoggio delle persone e degli artisti. Donando a Fine, contribuisci all’acquisto di materiale e strumentazione sanitaria da parte del Dipartimento della Protezione Civile. Oltre ad aiutare la sanità, riceverai la ricompensa che sceglierai, tra poster e la prima edizione di Fine, scoprendo così artisti emergenti ed affermati di tutta Italia direttamente da casa tua.

Aiutiamo chi ci aiuta!

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