Il romanticismo rivive in un pianoforte

Un musicista virtuoso, uno strumento storico e un restauro filologico

Lo splendore della musica nella sua veste originale

Un innovatore della tecnica pianistica, un virtuoso degli 88 tasti e un uomo che dedicò se stesso a trasmettere agli altri l'amore per la musica.

Così, in poche parole, potremmo riassumere la figura di Sigismund Thalberg, un grande protagonista del periodo romantico che ha trasformato le sue emozioni in composizioni memorabili, imparando da alcuni dei più grandi maestri della sua epoca e poi diventando amico e rivale di un genio come Franz Liszt.

Adesso, un progetto di crowdfunding vuole riportare all'antico splendore, rispettando ogni minimo dettaglio, un pianoforte che questo straordinario personaggio ha utilizzato e autografato, risalente al 1847.

Ne parliamo con Vincenzo Loggia, autore del progetto.



Chi era Sigismund Thalberg?

Thalberg è stato un pianista e compositore austriaco. Nato a Ginevra nel 1812, divenne allievo di grandi virtuosi come Moscheles, Kalkbrenner e Hummel. 

Raggiunge il picco della sua popolarità a Parigi, dove nel 1836 debuttò con il suo Concerto in Fa minore per Pianoforte e orchestra.

Amico e rivale di Listz, non sono rari i racconti e gli scritti narrati sfide di virtuosismo tra i due. 

Tra la più celebre, vi è l'incontro al palazzo della Principessa Cristina di Belgiojoso, che sancì in maniera definitiva la maestosità di entrambi. 

Mosso da un grande amore per l'Italia, compone insieme a Liszt e Chopin l'opera Hexaméron, in onore del Maestro Vincenzo Bellini. 

Trascorre gli ultimi 10 anni della sua vita nel quartiere Posillipo di Napoli, dove si dedicò alla sue famose trascrizioni brillanti di temi d'opera. 

Maestro di Beniamino Cesi, Alessandro Longo e Rossomandi, fondò la Scuola pianistica napoletana di cui oggi è riconosciuto il Caposcuola. 

​In cosa consiste un “restauro filologico” e perché è fondamentale per questo strumento?

Il restauro Filologico è un intervento di ripristino delle  condizioni originali dello strumento. 

È preceduto da una parte di  ricerca riguardante l'utilizzo dei materiali da impiegare per la ricostruzione dell'apparato meccanico e sonoro. 

Solo grazie ad un corretto  restauro lo strumento può acquisire la sua estetica e voce originale, caratteristica del periodo romantico. 

Dannose sono  invece le riparazione parziali o approssimativa che, il più delle volte, compromettono la salute e la storia dello strumento.



Come è nata la passione della tua famiglia per questo tipo di interventi?

Mio padre è ebanista di professione e da bambino ho sempre frequentato la  sua bottega. 

Restaurati con lui il mio primo pianoforte a 12 anni,  limitandoci al mobile dello strumento. 

Nel mio percorso di studi sono  stato fortunato ad incontrare il mio Maestro Giuseppe Giannola. Lui mi  ha educato e sensibilizzato verso un'analisi attenta dell'epoca  romantica, dandomi la chiave di lettura per studiare e operare nel modo  migliore possibile, sempre nel massimo rispetto dello strumento e del  periodo storico di riferimento.

Perché la scelta del crowdfunding come mezzo di comunicazione, diffusione e raccolta per il progetto?

Ho pensato al crowdfunding perché adoro l'idea di un progetto partecipato. 

Il Pianoforte, sia storico che moderno, ha vissuto anni di crisi date  sia dalle poche disponibilità economiche che dallo sviluppo di  tecnologie digitali.

Il mio fine è anche quello di sensibilizzare i  pianisti, amatoriali e professionisti, verso la ricerca del bel suono. 

Oggi siamo poco attenti e i nostri sensi troppo viziati, talmente da non ricercare più un progresso in termini estetici e sonori. Bisogna  discutere in modo più costruttivo di musica e di strumenti, cominciando  dal Conservatori.

​Cosa otterranno i sostenitori?

I premi riguardano sempre un'esperienza diretta al restauro. 

Tra le  ricompense si trovano materiali di testo, audio e video riguardanti le  fasi di intervento, fino ai biglietti del concerto di inaugurazione. 

Per i più interessati sono anche previste giornate di laboratorio dove si  praticherà insieme il restauro. 

Inoltre, tra i premi più ambiti, vi è  anche la possibilità di partecipare alla cena con il pianista il giorno  del concerto. 

Infine, potrete trascorrere 4 giorni interi nel mio  workshop in Sicilia, mezza giornata al lavoro e mezza al mare! 

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