Un luogo magico, un vino unico. Il tuo

Adotta una vigna, produci un'eccellenza: la storia della nascita del Reboro

Un grande vino nasce da un grande uva... e da una bella collaborazione

Uno degli scrittori più acuti e brillanti della storia, quel Jonathan Swift autore degli irresistibili Viaggi di Gulliver, soleva dire che "il vino dovrebbe essere mangiato, è troppo buono per essere solo bevuto!".

Siamo sicuri che questa sarà anche la sensazione di chi assaggerà il Reboro, un vino che arriva dalla Valle dei Laghi, da una tradizione secolare ma anche da una mentalità aperta e uno spirito collaborativo inedito.

Il progetto vede la creazione di un luogo magico, dove chi vorrà, potrà dare il proprio nome o quello di una persona cara ad ogni singola vigna.

Un gesto materiale e simbolico che lega indissolubilmente persone e uva, spirito e gusto

Una iniziativa che nasce dalla collaborazione di più aziende non poteva che vedere la luce sotto la stella del crowdfunding, lo strumento partecipativo per eccellenza.

Abbiamo dunque parlato con i protagonisti di questa avventura, Marco e Stefano Pisoni.



Cosa significa, per un vignaiolo, creare un nuovo vino? E cosa vi ha spinto a lanciarvi in questo progetto?

Un nuovo vino è sempre il frutto di un progetto che si basa sul bene più prezioso per un Vignaiolo: il terroir, un termine francese difficile da tradurre in italiano, che descrive quel complesso rapporto che si crea tra terreno, clima, vitigno e saperi dell'uomo. 

Il Reboro è esattamente questo: un progetto collettivo, condiviso da diversi Vignaioli della Valle dei Laghi, che si propone di valorizzare le caratteristiche uniche e irripetibili di questa nostra valle. 

Un clima mite, submediterraneo, unico nell'arco alpino, che permette una perfetta maturazione delle uve; il vento chiamato Ora del Garda, che rende possibile l'appassimento delle uve, come tradizionalmente facciamo da secoli per il pregiato Vino Santo Trentino; un vitigno, il Rebo, che è figlio di questa terra.

​Quali sono le caratteristiche uniche che contraddistingueranno il vostro prodotto vinicolo?

Il Reboro è unico innanzitutto perchè nasce dalla volontà di più aziende: è un grande valore, questo, in un mondo spesso segnato dall'individualismo! 

In questo vino abbiamo messo secoli di conoscenze e saperi, legati alla tecnica dell'appassimento delle uve. 

Lo abbiamo fatto valorizzando un vitigno unico, il Rebo, che nasce in questa terra grazie al lavoro di ricerca di Rebo Rigotti, un grande studioso figlio di questa nostra Valle.

È un vino prezioso, con caratteristiche di eleganza uniche nel suo genere: una struttura potente e decisa, che lo rendono abbinabile ai piatti più importanti della cucina europea, ma con un frutto dolce e morbido, suadente, in grado di essere apprezzato da tutti gli amanti del vino.

Perché avete deciso di affidarvi al crowdfunding per realizzare la vostra idea?

Abbiamo pensato che per un nuovo progetto ci volessero nuove strategie di promozione e comunicazione

Noi Vignaioli siamo legati alle tradizioni, ma guardiamo sempre al futuro: l'agricoltura d'altronde è da sempre un continuo processo di "tradimento fedele", che ci fa conservare le cose necessarie, innovandole in continuazione per rispondere alle sfide che ci si pongono davanti.

Il Reboro è esattamente questo: tradizione e innovazione, passato e futuro, e abbiamo visto nel crowdfunding un modo perfetto per comunicarlo.

​Cosa vuol dire, per voi, essere un’azienda nel mondo digitale? Come avete modificato il vostro comunicare e parlare ai clienti?

Noi Pisoni siamo sempre stati attenti alle nuove tecnologie, cercando di stare sempre al passo coi tempi. 

Ovviamente siamo convinti che non basti comunicare bene: alla base ci deve essere sempre un grande prodotto, un grande vino, e soprattutto un'azienda che lavora in modo rispettoso, seguendo i valori di tutti noi Vignaioli: qualità, territorialità, sostenibilità. 

Ma fare un grande vino senza comunicarlo in modo efficace, non serve a nulla: per questo motivo, soprattutto sul Reboro, stiamo cercando nuovi modi per arrivare ai consumatori, a tutti gli amanti del vino, raccontando una storia che parla di noi, della nostra terra, del nostro lavoro.

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